{"id":2037,"date":"2016-10-30T16:10:47","date_gmt":"2016-10-30T15:10:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcipiombino.it\/?p=2037"},"modified":"2016-10-30T16:12:42","modified_gmt":"2016-10-30T15:12:42","slug":"il-circolo-cotone-compie-70-anni-una-storia-nella-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcipiombino.it\/?p=2037","title":{"rendered":"Il Circolo Cotone compie 70 anni: &#8220;una storia nella Storia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Riportiamo qui l&#8217;intervento che sintetizza la storia della nascita del Circolo Arci Cotone \u00a0ben 70 anni fa.<\/p>\n<p>Grazie a tutti i soci del circolo per la bellissima iniziativa tenutasi lo scorso 22 ottobre.<\/p>\n<p><strong>\u201c UNA STORIA\u201d NELLA STORIA&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>R<\/strong>ipercorrere le immagini di memoria \u00e8 sempre un&#8217;esperienza che suscita una pluralit\u00e0 di relazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>S<\/strong>i accavallano sentimenti, ricordi, nostalgie e curiosit\u00e0; tutto questo ci porta a riflettere che se non ci fosse stata quella \u201cmemoria\u201d che con la parola si tramandava tra generazioni, oggi, sicuramente, quei ricordi non li avremmo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Q<\/strong>uesta realt\u00e0, questo circolo, non nasce da un semplice atto fondativo di soggetti delle generazioni che oggi mostrano i capelli bianchi qui presenti o che, nel tempo, ci hanno lasciato. Non \u00e8 cos\u00ec&#8230;\u00e8 una storia pi\u00f9 antica, molto pi\u00f9 antica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>F<\/strong>atti e personaggi si intersecano su questo territorio a partire dal 1860 con l&#8217;istallazione di un primo impianto Siderurgico della societ\u00e0 Genovese PONSARD&#8230; il 1865&#8230;il 1875&#8230; seguono percorsi di espansione sociale e industriale&#8230;ai 70 detenuti del bagno Penale che avviarono il primo stabilimento si aggiungono i primi lavoratori che fanno la scelta di abbandonare la campagna, la miniera, i mestieri del mondo rurale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>C<\/strong>ambiano le societ\u00e0 imprenditoriali e il 1901 vede nascere la societ\u00e0<\/p>\n<p>ALTIFORNI E FONDERIE DI PIOMBINO&#8230; aumentano le maestranze&#8230; il \u201cpendolarismo\u201d della campagna va superato anche perch\u00e9 alle 12 ore di lavoro brutale e massacrante occorre dare pi\u00f9 riposo possibile&#8230;la SOCIETA&#8217; costruisce i \u201cDormitori\u201d&#8230; e quasi in contemporanea nascono spontaneamente i primi rustici insediamenti del POGGETTO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Trascorrono 10 anni, nello stabilimento si contano 2500 lavoratori di cui 80 minori e 24 donne&#8230;il Cotone si sviluppa Urbanisticamente e collettivamente&#8230;<\/p>\n<p>la Prima Guerra Mondiale pone freno&#8230;rinascono le miserie ( PIU&#8217; CHE LE POVERTA&#8217; ) i lutti per i caduti colpiscono le tante famiglia la Guerra finisce e la Societ\u00e0 Altiforni e Ferriere si ripotenzia e prende il nome I.L.V.A. &#8230; si va avanti .<\/p>\n<p>Il Cotone ha raggiunto i suoi NOVE Storici \u201cBlocchi\u201d e, ci sono i \u201clavatoi\u201d &#8230;il Poggetto segue&#8230;si giunge agli anni &#8217;30 si hanno i bagnetti, la Chiesa-asilo e, altri tre \u201cBlocchi\u201d&#8230;e l&#8217;acqua in CASA!!!.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>230<\/strong> sono le famiglie residenti solo in questa Borgata e ci auguriamo di avere la possibilit\u00e0 di approfondire un percorso di ricerca gi\u00e0 iniziato con quella mostra fotografica allestita qui ( in Piazza della Rinascita) e poi nel centro storico&#8230;14 sono i negozi, un ambulatorio medico ed una struttura adatta a fare Scuola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L<\/strong>a vita sociale impone di fare scelte&#8230;non ci si pu\u00f2 parlare o interscambiare il pensiero soltanto ai \u201clavatoi\u201d&#8230;il rapporto tra famiglie \u00e8 specchio di una vita sociale di comunit\u00e0 e di solidariet\u00e0&#8230;di cui potremmo fornire moltissime testimonianze dei fatti<\/p>\n<p>svoltisi in vicende umane, anche in virt\u00f9 di una situazione che il regime imponeva&#8230;<\/p>\n<p>nonostante ci\u00f2 lo spirito collettivo in sostanza &#8230;e lo ritrova nelle associazioni sportive e ricreative su queste strade e allo stadio Salvestrini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>P<\/strong>oi la grande tragedia della seconda guerra mondiale&#8230;il Cotone (e la sua fabbrica) subiscono quanto si possa immaginare&#8230;ma la devastazione materiale e morale non incide sulla volont\u00e0 di una rinascita&#8230;\u00e8 nello spirito del dopoguerra che circa 100 operai con i propri rudimentali e fortuiti attrezzi si rimboccano le maniche e respingono l&#8217;intenzione della direzione industriale di abbandonare il tutto&#8230;la vita sociale \u00e8 alacre e al duro lavoro si alterna la ripresa di quello spirito di comunit\u00e0 della realt\u00e0 di questa borgata.<\/p>\n<p><strong>R<\/strong>inasce la scuola,la chiesina rifatta con blocchetti di loppa nera,riaprono le botteghe artigianali e commerciali, riapre l&#8217;ambulatorio medico&#8230;\u00e8 il 1946 nasce nell&#8217;esistente quanto fatiscente struttura il \u201cCircolino\u201d identificato come la \u201cSottosezione Cacciatori\u201d&#8230; da quel momento si partecipa anche alla rinascita del Carnevale&#8230;memorabili i carri e i personaggi&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;il tempo passa, il \u201cCircolino\u201d, con gli anni &#8217;50, vede un consolidamento al di l\u00e0 delle memorabili bisbocciate e di caratteristiche figure di frequentatori rimasti, per sua specificit\u00e0, nella memoria di tanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A<\/strong>rriva la televisione, una delle prime presenti in citt\u00e0&#8230;si portano le seggiole per garantirsi il posto a sedere&#8230;ma nella consapevolezza di questa comunit\u00e0 vi \u00e8 anche quella di \u201ccibarsi\u201d di cultura.<\/p>\n<p>Al teatro del \u201cCarro di Tespi\u201d si avvicendano personaggi come Gianni Rodari, Renato Guttuso e Enrico Berlinguer&#8230; e nella scia di tali figure proliferano soggetti di ogni profilo: tecnici, amministratori, pittori, scultori, musicisti, cantanti, sognatori di imprese sportive e professionali, figure politiche e sindacali&#8230;per non contare quelle sportive&#8230;\u00e8 una fucina&#8230;il Circolino \u00e8 punto di riferimento per tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>S<\/strong>iamo al 1957, a livello nazionale viene fondato l&#8217;ARCI, una realt\u00e0, espressione di una volont\u00e0 di far proliferare l&#8217;associazionismo, con i suoi circoli ricreativi e culturali; luoghi dove oltre lo svago si crei un senso di appartenenza ai valori che hanno consentito di superare le tragedie vecchie e nuove&#8230;il \u201cCircolino\u201d aderisce a questa nuova entit\u00e0&#8230;\u00e8 nuova vita, nuova concezione dell&#8217;associazionismo, dei suoi valori, dei suoi intenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>D<\/strong>a quei giorni l&#8217;attivit\u00e0 di questa realt\u00e0 \u00e8 stata quella di un susseguirsi delle sue molteplici attivit\u00e0 sportive (si ricordi la gloriosa squadra di Calcio Arci Cotone) e culturali con la determinatezza al voler ricuperare, migliorare e ampliare il suo spazio, la sua struttura che oggi si identifica con una pluralit\u00e0 di aspetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E&#8217;<\/strong> un susseguirsi oltre che di generazioni di volontari che hanno comunque garantita la vita sociale e la continuit\u00e0 di valori che non sono andati dispersi nonostante il drastico ridimensionamento imposto da svolte industriali e urbanistiche e che ci fornisce la configurazione dell&#8217;oggi&#8230; .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>N<\/strong>on vogliamo ( ma lo meriterebbe) fare una elencazione di queste figure, di quegli uomini, di quelle donne che a questo si sono prestati ma faremo grande torto a tutto un senso se, solo ne scordassimo una, e quindi, ancora grazie&#8230;grazie a tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E <\/strong>grazie a quanti, ancora oggi, con il loro contributo diretto e indiretto, umano e materiale consentono a questa realt\u00e0 di essere ancora un punto di riferimento per la nuova realt\u00e0 umana di questo territorio&#8230;e non solo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Q<\/strong>uesta realt\u00e0 \u00e8, pi\u00f9 che mai, in grado di esprimere idee e formalizzare progettualit\u00e0 per un futuro che, siamo convinti, ci sopravviver\u00e0, e questa \u00e8 un&#8217;altra occasione per richiedere aiuto nel sostenere il tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L<\/strong>e attivit\u00e0 sociali, culturali, le promozioni di autofinanziamento che oggi ci identificano sono indispensabili per darci vita e connotazione che travalica il simbolico perimetro di questo territorio ma anche per proseguire il contatto umano al di l\u00e0 delle frequentazioni giornaliere.<\/p>\n<p>Siamo e vogliamo essere sensibili ai problemi e alle vicissitudini che colpiscono uomini e territori&#8230;non per ultimo il contributo evoluto alle popolazioni terremotate.<\/p>\n<p><strong>N<\/strong>oi vogliamo ispirarci a quello spirito che vide identificarsi in \u201ccomunit\u00e0 di dignit\u00e0\u201d quanti, a partire dal primo novecento qui giunsero dalle campagne, dalle miniere, da dovunque la miseria spingeva a cercare sopravvivenza, come oggi ancora vediamo per tanta parte di questo contraddittorio mondo sconvolto da guerre perenni&#8230;<\/p>\n<p>non abbiamo paura, siamo consapevoli dell&#8217;impegno che ci poniamo&#8230;ci sono, lo vediamo e lo sentiamo, scetticismi e facili sarcasmi&#8230;abbiamo provato un grande senso di delusione quando ai residenti di Cotone e Poggetto e agli stessi soci abbiamo sottoposto, con tutte le argomentazioni del caso, un questionario in cui si richiedevano opinioni, suggerimenti, riflessioni&#8230;ci hanno snobbato&#8230;ma noi andiamo avanti comunque perch\u00e9 sappiamo di essere dalla parte giusta&#8230;non siamo soli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>T<\/strong>anti impegni ci aspettano&#8230;il primo dei quali \u00e8 riconoscere gli uomini nella loro uguaglianza e abbattere i muri che anche per noi costruiscono (c&#8217;\u00e8 sempre un SUD in questo mondo) basta vedere cosa \u00e8 successo ai lavoratori italiani detti \u201cfrontalieri\u201d che giornalmente varcano il confine italo-svizzero&#8230;anche a loro hanno detto:<\/p>\n<p><strong>\u201cprima i cittadini svizzeri&#8230;poi voi\u201d<\/strong>&#8230;e bene sarebbe che pietra miliare del futuro fosse la memoria&#8230;memoria tramandata di essere umani qui giunti<\/p>\n<p>(o per il mondo sparsi) per soddisfare la necessit\u00e0 di vivere e avere<\/p>\n<p><strong>un mondo di lavoro,di dignit\u00e0, di pace.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.arcipiombino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/FullSizeRender-4.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2039 size-thumbnail alignleft\" src=\"https:\/\/www.arcipiombino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/FullSizeRender-4-150x150.jpg\" alt=\"fullsizerender-4\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo qui l&#8217;intervento che sintetizza la storia della nascita del Circolo Arci Cotone \u00a0ben 70 anni fa. 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