{"id":1790,"date":"2015-03-05T18:18:14","date_gmt":"2015-03-05T17:18:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcipiombino.it\/?p=1790"},"modified":"2015-03-05T18:19:09","modified_gmt":"2015-03-05T17:19:09","slug":"memorie-dacciaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcipiombino.it\/?p=1790","title":{"rendered":"Memorie d&#8217;acciaio"},"content":{"rendered":"<p>Le nuove identit\u00e0, i futuri della citt\u00e0, la memoria storica, la diversificazione del tessuto imprenditoriale e sociale. Questi i temi sviluppati durante \u201cMemorie d&#8217;acciaio\u201d, primo incontro del ciclo \u201cIdentit\u00e0 in una citt\u00e0 in cambiamento\u201d svoltosi venerd\u00ec 27 febbraio al Centro Giovani \u201cDe Andr\u00e8\u201d di Piombino e organizzato da Circolo Samarcanda in collaborazione con Cesvot.<\/p>\n<p>Alla presenza di un pubblico numeroso e partecipe, il presidente del Circolo Samarcanda Vittorio Pineschi ha aperto l\u2019incontro invitando i presenti a riflettere sul tema dell\u2019incertezza e sottolineando l\u2019importanza dello sviluppo nonch\u00e9 del potenziamento della coscienza critica.<\/p>\n<p>Per primo \u00e8 intervenuto il sindaco di Piombino Massimo Giuliani. Dopo aver portato il saluto delle istituzioni e aver ringraziato i soggetti promotori dell\u2019evento, il primo cittadino ha rilevato come il territorio della Val di Cornia abbia da sempre avuto \u201cnelle sue vene l\u2019acciaio e la sua lavorazione\u201d. Ci\u00f2 premesso, Piombino pu\u00f2 e deve diventare un esempio di riconversione industriale e diversificazione produttiva proiettandosi con orgoglio verso il futuro. Un futuro che ha il nome di Cevital, il gruppo algerino che, acquisendo\u00a0le acciaierie, ha promesso la costruzione di due forni elettrici e un\u2019espansione dell\u2019area portuale dalla quale pu\u00f2 derivare lo sviluppo dei settori agroittico, turistico e agroalimentare, dando forza allo slogan \u201cnon solo acciaio\u201d.<\/p>\n<p>Proprio il tema della diversificazione \u00e8 stato il fulcro del successivo intervento del Prof. Alberto Pirni della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, che gi\u00e0 in passato aveva analizzato le prospettive strategiche di Piombino. Secondo lo studioso, identit\u00e0 e memoria non possono esistere l\u2019una senza l\u2019altra. Allo stesso tempo, non si pu\u00f2 consolidare la drammaticit\u00e0 della crisi del s\u00e9 collettivo dovuta alla fine dello \u201csbuffo\u201d dell\u2019altoforno che per anni ha contribuito a creare il costrutto identitario consolidato nel motto \u201cPiombino \u00e8 la sua fabbrica\u201d. Il professore, quindi, ha prospettato vari futuri possibili, tra i quali il turismo, l\u2019agroalimentare, l\u2019imprenditoria di secondo livello, l\u2019offerta formativa e il porto (specialmente nel caso in cui quest\u2019ultimo sia scelto come sito di rottamazione delle navi da guerra).<\/p>\n<p>Di una diversificazione che veda Piombino protagonista e ponte del Mediterraneo ha parlato anche il Segretario Generale CGIL Toscana Alessio Gramolati. Biasimando le promesse tradite che hanno alimentato l\u2019incertezza, ha suggerito l\u2019idea di una qualificazione industriale basata su un minor impatto ambientale e su un maggior risparmio energetico.<\/p>\n<p>Il contributo del prof. Maurizio Iacono, preside della Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa, \u00e8 stato incentrato sui temi della cooperazione, periferizzazione e imprenditoria malata. Per il filosofo l\u2019identit\u00e0 si costruisce a partire dallo spirito cooperativo, nucleo del senso sociale umano. Questo assunto si \u00e8 perso a vantaggio di un\u2019individualit\u00e0 volta alla precarizzazione del lavoratore e all\u2019isolamento dei territori. \u201cPiombino \u00e8 da sola in Toscana?\u201d: queste le provocatorie parole con cui il preside ha terminato il suo intervento.<\/p>\n<p>A questo quesito ha provato a dare risposta lo storico Tiziano Arrigoni, mettendo in luce come Piombino stessa abbia sempre avuto scarsa consapevolezza della realt\u00e0 che la circonda, forse anche a causa di una viabilit\u00e0 decisamente insufficiente e di un dialogo tra istituzioni-politica e sindacati spesso non adeguato.<\/p>\n<p>L\u2019epilogo di questo primo stimolante e coinvolgente incontro, \u00e8 stato affidato alle parole dell\u2019Assessore alla Cultura del Comune di Piombino. Ci\u00f2 che bisogna preservare, secondo Paola Pellegrini, \u00e8 la memoria industriale attraverso il riconoscimento del ruolo intellettuale del lavoro nel nostro Paese. Criticando l\u2019assenza di una politica industriale nazionale che dovrebbe puntare sull\u2019innovazione scientifica e tecnologica, ha lodato la classe operaia piombinese per la sua capacit\u00e0 di adattarsi e cavalcare i cambiamenti che hanno caratterizzato il territorio. Infine ha voluto lanciare un messaggio di speranza rivolto ai giovani: \u201cla storia si pu\u00f2 perdere, ma si pu\u00f2 anche riconquistare\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019appuntamento \u00e8 per venerd\u00ec 13 marzo con il secondo incontro dal titolo \u201cNuove fusioni\u201d, sempre alle 15.30 al Centro Giovani \u201cDe Andr\u00e8\u201d.<\/p>\n<p>SC<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le nuove identit\u00e0, i futuri della citt\u00e0, la memoria storica, la diversificazione del tessuto imprenditoriale e sociale. 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