{"id":1582,"date":"2014-08-28T11:32:43","date_gmt":"2014-08-28T09:32:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcipiombino.it\/?p=1582"},"modified":"2014-08-28T11:32:43","modified_gmt":"2014-08-28T09:32:43","slug":"memorie-di-dachau-il-diario-di-arianna-ridi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcipiombino.it\/?p=1582","title":{"rendered":"Memorie di Dachau: il diario di Arianna Ridi"},"content":{"rendered":"<p>Il diario di Arianna Ridi:<\/p>\n<p>Sono qui, seduta all&#8217;interno del museo, per scrivere e rielaborare delle sensazioni ed emozioni che sto provando attraversando ogni piccola stanza di questo edificio. Non pensavo potessero essere emozioni cos\u00ec forti, non pensavo di commuovermi nel vedere gli abiti e le scarpe&#8230; credevo di essere preparata a tutto ed invece le emozioni sono affiorate come se questo posto, in qualche modo riuscisse ancora a parlare, ad essere un giudice e un testimone muto, dell&#8217;orrore che successe non troppo tempo fa. Entrare qua dentro, \u00e8 come sentirsi una mosca in un barattolo: non pu\u00f2 uscire per quanto provi con tutte le sue forze a scappare.\u00a0Nonna mi ha raccontato cos\u00ec tante volte di questo campo, che pensavo di avere la sua immagine impressa nella mente. Entrambi i fratelli della mia nonna sono stati qui, dove adesso sono io, hanno calpestato questa ghiaia, hanno respirato questa stessa aria e guardato come me verso il cielo, sono sicura che lo hanno fatto perch\u00e9 puntare lo sguardo verso qualcosa di infinito, penso che aiuti a liberare un po&#8217; l&#8217;anima, a sentirsi meno soli e sicuramente a guardare al futuro, con un minimo di speranza, per quanto minima ed effimera possa essere. Beh s\u00ec fa male, fa male sapere che un tuo parente \u00e8 stato spogliato, rasato e denutrito come altre milioni di persone che sembrano cos\u00ec lontane eppure sono cos\u00ec vicine.<\/p>\n<p>11 aprile 2014<\/p>\n<p>Inutile scrivere dello shopping, del mondo Bmw, delle cene che hanno lasciato alquanto a desiderare, ma questo \u00e8 normale. \u00a0Lasciando perdere queste cavolate, inizio a scrivere davvero. \u00a0Sono felicissima di aver potuto fare questa esperienza. Erano 10 anni che volevo andare a vedere un campo di concentramento, per fare questa magnifica esperienza. I libri, le foto, i video, i racconti non bastano per ricordare, non sono sufficienti per riuscire a capire l&#8217;orrore e le atrocit\u00e0 che quei pazzi tedeschi, italiani&#8230;hanno fatto. Non riesco a capacitarmi di come un uomo possa odiare cos\u00ec&#8217; tanto altri uomini, non riesco a capire come sia possibile esercitare una tale violenza su qualsiasi essere vivente. Non so con quali occhi riuscivano a guardare quelle larve, deboli, fragili senza pi\u00f9 alcun tratto umano. Mi chiedo come sia possibile portare una donna anziana in una camera a gas, senza provare alcun tipo di sentimento di piet\u00e0, amore o solidariet\u00e0. Ringrazio tutti per questo bellissimo percorso, ringrazio tutti perch\u00e9 Monaco e questa esperienza resteranno sempre impresse nella mia memoria, per non dimenticare mai cosa \u00e8 successo, per essere anch&#8217;io testimone e portavoce di questo orrore.<\/p>\n<p>Anche il documentario che Mauro ci ha fatto vedere, era secondo me un riassunto, perfetto e indiscutibile, per racchiudere al meglio questi quattro giorni. Era anche un modo per capire che non c&#8217;erano solo gli ebrei, gli zingari, i disabili etc. ma anche persone normalissime che per una serie di motivi si sono trovate a lottare nei campi di concentramento per un pezzo di pane. Altra cosa interessante del documentario \u00e8 che ha sottolineato come all&#8217;interno dei campi non ci fosse solo l&#8217;egoismo e la sopraffazione, come se volesse evidenziare che l&#8217;odio dei nazisti o fascisti non \u00e8 riuscito a distruggere gli esseri umani intesi come persone che amano, che sono stati capaci di rinunciare ad un pezzo di pane per aiutare un loro simile o di portare in spalla chi stava male per salvarlo dalla morte e da altra violenza.<\/p>\n<p>Mi ha commossa la scena in cui la bambina da la caramella al protagonista. Mi ha commossa perch\u00e9 questo significa che i bambini, nella loro purezza e semplicit\u00e0, non vedono differenze tra ebrei, rom, neri, perch\u00e9 vedono soltanto un essere umano, come loro, che sta soffrendo. Questo filmato penso che abbia lanciato messaggi importanti e fondamentali, che dobbiamo custodire gelosamente, per riflettere e capire, anche qualcosa in pi\u00f9 di noi stessi. Ringrazio ancora tutti per avermi permesso di realizzare un piccolo grande sogno!\u00a0Spero che sia stata un&#8217;esperienza positiva anche per i miei compagni di viaggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.arcipiombino.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Arianna-Ridi.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1583\" alt=\"Arianna Ridi\" src=\"https:\/\/www.arcipiombino.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Arianna-Ridi-300x235.jpg\" width=\"300\" height=\"235\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il diario di Arianna Ridi: Sono qui, seduta all&#8217;interno del museo, per scrivere e rielaborare delle sensazioni ed emozioni che sto provando attraversando ogni piccola stanza di questo edificio. 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