{"id":1561,"date":"2014-08-21T11:04:43","date_gmt":"2014-08-21T09:04:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arcipiombino.it\/?p=1561"},"modified":"2014-08-21T11:04:43","modified_gmt":"2014-08-21T09:04:43","slug":"memorie-di-dachau-il-diario-di-claudia-ullo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arcipiombino.it\/?p=1561","title":{"rendered":"Memorie di Dachau: il diario di Claudia Ullo"},"content":{"rendered":"<p>Il Diario di Claudia Ullo<\/p>\n<p>08 aprile 2014<\/p>\n<p>La sveglia suona&#8230;.\u00e8 ora di svegliarsi, vestirsi e prendere l&#8217;autobus, s\u00ec quell&#8217;autobus che ci avrebbe portato in Germania. Durante il viaggio non sembrava di dover andare in quel posto, il posto della crudelt\u00e0, dove certi \u201cuomini\u201d erano considerati peggio delle bestie. Arrivati in Germania e pi\u00f9 precisamente a Monaco, dopo 12 lunghissime ore, c&#8217;\u00e8 la sistemazione in albergo, la solita confusione nella distribuzione delle camere; non conoscevo nessuno tranne Giulia che \u00e8 diventata poi la mia compagna di stanza.<br \/>\nSistemazione in albergo, assegnazione delle camere, \u201cprimi lavaggi\u201d&#8230;. e finalmente cena. Non saprei dire se \u201cFinalmente!\u201d: iniziamo la nostra cena con una zuppa, come secondo i classici wurstel tedeschi e arriviamo al dolce&#8230;e che dolce! Budino, definito da loro al cioccolato, con savoiardo.<\/p>\n<p>09 aprile 2014<\/p>\n<p>Sveglia presto, colazione e autobus diretti a Dachau: il posto dove migliaia di persone, uomini, donne, bambini, ebrei, omosessuali&#8230;..hanno perso la loro vita o hanno vissuto in modo indecente. Saliamo sull&#8217;autobus e durante il tragitto Monaco \u2013 Dachau, nonno Mauro ci ha fatto vedere un filmato in preparazione a ci\u00f2 che saremmo andati a vedere. Il filmato \u00e8 stato molto toccante, vedere i soldati aprire i cancelli del campo di concentramento e vedere come erano ridotte queste persone. Ridotte alla fame, malati&#8230;..<br \/>\nScesi dall&#8217;autobus ci dirigiamo tutti verso l&#8217;ingresso del campo e qui ci \u00e8 stata consegnata una audio \u2013 guida che poi ci avrebbe illustrato tutto il percorso.<br \/>\nIniziamo la nostra \u201cavventura\u201dpassando il cancello dove tutti i deportati passavano. Sul cancello c&#8217;era una scritta, quella scritta che ha ingannato migliaia e migliaia di persone (il lavoro vi render\u00e0 liberi). Passare da quel cancello mi ha per un momento catapultata nel passato e un brivido freddo mi ha attraversato tutto il corpo&#8230;.si entra. Devo essere sincera, credevo di avere una reazione diversa una volta entrata; non so, mi aspettavo qualcosa di diverso, forse perch\u00e9 le baracche dove i deportati dormivano erano state ristrutturate, ripulite. Mi hanno invece colpito alcune opere poste nelle sale di smistamento dentro al museo e all&#8217;esterno. Rendevano molto l&#8217;idea di ci\u00f2 che erano la<br \/>\ndisperazione, la tristezza era stampata nel loro volto, quel volto distrutto e smagrito da amene persone che si definivano di razza pura, superiori a tutto e a tutti.<\/p>\n<p>Alle 10.30 nella sala film del museo hanno proiettato un documentario, anche questo molto toccante. La cosa che in qualche modo mi ha dato un po&#8217; pi\u00f9 noia a livello emotivo \u00e8 stata la visione dei forni crematori e della camera a gas. \u00c8 orrendo pensare che persone, indistintamente uomini, donne, bambini, venivano bruciati come se nulla fosse, oppure introdotti nella camera a gas, non in questa presente a Dachau che non \u00e8 mai stata usata, con la scusa della doccia. Quando sono entrata sembrava di sentire quell&#8217;odore nauseante di putrefazione e di \u201cuomo bruciato\u201d; so che era impossibile, ma la mia mente ormai era condizionata da ci\u00f2 che stava vedendo. Passando da un posto all&#8217;altro mi sono resa conto dell&#8217;effettiva grandezza di quel maledetto campo, delimitato da muri decorati, se cos\u00ec possiamo dire, da filo spinato che sembravano racchiudere in un recinto tante bestie. Mentre camminavo immaginavo quelle persone costrette a lavorare ai comandi dei generali tedeschi, indipendentemente dal tempo, pensavo \u201cnoi abbiamo freddo, con i piumini, le sciarpe , stivali e loro?\u201d beh loro lavoravano solo con dei pantaloni e delle giacche spesso nemmeno della loro taglia e degli zoccoli che con il freddo facevano venire le vesciche, ma guai a chi si lamentava per qualcosa, altrimenti botte, punizioni o nei peggiori dei casi, la morte. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Personalmente tutto questo mi ha fatto riflettere un sacco. Ho capito molte cose, come apprezzare tutto ci\u00f2 che abbiamo, non avere pregiudizi sulle persone.\u00a0Queste sono esperienze che dovrebbero poter fare tutti, perch\u00e9 \u00e8 solo grazie a questo e al sapere che l&#8217;uomo si forma, impara a convivere con le persone senza avere pregiudizi, impara ad apprezzare tutto ci\u00f2 che lo circonda, impara a non odiare le persone solo perch\u00e9 hanno la pelle scura, o hanno un orientamento sessuale diverso. Sono queste le esperienze che rendono migliori gli uomini per far s\u00ec che tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nel passato non si ripeta mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>11 aprile 2014<\/p>\n<p>Il nostro viaggio sta volgendo alla conclusione, da una parte felici di ritornare a casa, dall&#8217;altra dispiaciuti di abbandonare il legame creato con alcuni compagni di viaggio; ma anche se finisce, il ricordo di tutto ci\u00f2 che ho vissuto lo porter\u00f2 sempre dentro di me come un prezioso bagaglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Diario di Claudia Ullo 08 aprile 2014 La sveglia suona&#8230;.\u00e8 ora di svegliarsi, vestirsi e prendere l&#8217;autobus, s\u00ec quell&#8217;autobus che ci avrebbe portato in Germania. Durante il viaggio non sembrava di dover andare in quel posto, il posto della crudelt\u00e0, dove certi \u201cuomini\u201d erano considerati peggio delle bestie. 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