Memorie di Dachau: il diario di Martina Balocchi

Il Diario di Martina Balocchi

08 aprile 2014

Stanchezza e spossatezza sono sicuramente gli aggettivi che più mi rappresentano in questo momento. Infatti oggi è stata una giornata molto pesante con ben 12 ore di viaggio in autobus.(…) Adesso sono appena rientrata in hotel dopo aver cenato in un tipico ristorante convenzionato ed aver chiacchierato con altri ragazzi del liceo di scuola, professori e soprattutto del programma che ci è stato proposto per questo breve viaggio (….) non vogliamo perdere nemmeno un istante di questa magnifica esperienza nella quale siamo stati coinvolti.

09 aprile 2014.

Non trovo le parole per descrivere questa giornata, in particolare questa mattinata. Forse non ce ne sono perché è impossibile descrivere quello che ho visto al campo di lavoro di Dachau. Il museo, del quale ho avuto una ricchissima descrizione grazie all’audio – guida, è stato la conclusione di un percorso che mi ha visto impegnata dall’inizio dell’anno e che spero di poter proseguire per i prossimi due anni che passerò al liceo, chiamato “Storia e Memoria”. C’è sicuramente molta differenza tra l’immaginarsi questa dura realtà attraverso le foto, i video, i racconti, i film, e viverla. Il museo è strutturato molto bene in quanto conduce attraverso un percorso che segue quello degli internati e passa attraverso fotografie private, testimonianze, sala delle docce, stanze dove si trovano i letti, il campo esterno e tutto ciò che ad esso è correlato.
Camminare sui sassi dove sono state compiute terribili atrocità, toccare le pareti della camera a gas sapendo che migliaia di persone sono morte in strutture simili, persone innocenti, come noi, con la voglia di vivere e realizzare i propri desideri, ha suscitato in me forti emozioni: rabbia, odio, disprezzo, al punto che forse sono stata quasi “sollevata” dal fatto che le professoresse ci abbiano richiamato per andare via….

11 aprile 2014

Sono le 19.30 e sono appena rientrata a casa perché il viaggio è giunto al termine. Anche oggi, come il primo giorno, è stata una giornata molto lunga e pesante perché dopo aver fatto colazione in hotel, l’autobus si è messo in marcia: destinazione Venturina Terme – Piombino.
Inutile dire che il viaggio è stato formidabile, che il campo mi ha segnato molto e che la camera a gas mi ha fatto commuovere; se da un lato questa esperienza mi ha toccata, dall’altro mi ha fortificata. Vedere sempre le stesse immagini, gli stessi video, sentire sempre le stesse parole, le stesse musiche, finiscono per farti alzare un muro interiore: non di indifferenza, ma quasi come se il corpo e la mente volessero proteggersi e preservarsi da tanto strazio e da tante atrocità.

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