Memorie di Dachau: il diario di Irene Perillo

Il dario di Irene Perillo

09 aprile 2014

La mattina del 9 aprile abbiamo iniziato il nostro viaggio con la visita del campo di concentramento di Dachau, il primo campo costruito in Germania, nel quale venivano mandati prevalentemente uomini. Ad ognuno veniva assegnato un triangolo di colore diverso per dividerli secondo la categoria al quale appartenevano, ad esempio il colore rosa veniva dato agli omosessuali, il nero ai barboni, asociali o pensionati. Il colore del triangolo rappresentava la colpa del singolo uomo se si può definire colpa. Gli ebrei erano contrassegnati con la stella di David, gialla. Entrati nel campo venivano spogliati di tutto ciò che possedevano e rivestiti come sappiamo bene con una divisa a righe e un paio di zoccoli con i quali avrebbero dovuto svolgere il lavoro, in qualsiasi stagione, estate e inverno.                                                                                              Nel campo di Dachau era stata costruita una camera a gas, ma si ritiene che non sia mai stata usata e che quindi gli ebrei venissero mandati in campi di lavoro vicini. Dachau era specializzato negli esperimenti medici: i prigionieri venivano torturati con queste pratiche e la maggior parte moriva distrutto dal dolore.                                                                                                                                                                                                                        ARBEIT MACHT FREI ,“il lavoro rende liberi” : è ciò che i prigionieri trovavano scritto all’entrata del campo. Venivano illusi per poi essere straziati fino alla morte. All’interno del museo del campo abbiamo trovato la storia di alcuni deportati, abbiamo visto anche i bagni e le docce che potevano essere usati solamente in certi momenti della giornata e in tempi molto brevi: chi non rispettava i tempi poteva subire punizioni terribili. Solo chi ha vissuto tutto ciò può sapere cosa si prova a passare parte della vita in quelle condizioni. Credo che certe sensazioni si possano provare solo in determinate occasioni e luoghi: il campo di Dachau è uno di questi. Il cuore è stretto e la mente prova ad elaborare ciò che è stato appena visto e non riesce a dare un senso a tutto ciò.

11 aprile 2014

Tutto pronto per la partenza..… Si prospetta un viaggio lungo e stancante, ma sapremo sicuramente come distrarci.                                            Siamo a Modena, Mauro propone una foto di gruppo e tra i fotografi si intrufola anche un cinese….Mauro ci delizia intonando “Bella ciao”che poi cantiamo tutti insieme. Siamo stanchi ma soddisfatti della bella esperienza…

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