Memorie di Dachau: il diario di Nespoli Emma Louise

 

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Diario di Nespoli Emma Louise:

Siamo arrivati alla tappa più importante e le aspettative sono molte.
Arriviamo al campo di Dachau intorno alle 9.00 e dopo aver preso le audio guide iniziamo il percorso: passare attraverso l’ingresso del campo e leggere le parole che vi sono scritte è stata forse l’emozione più forte della giornata.
Rendersi conto che, attraverso quel cancello vi sono passate migliaia di persone che per un motivo o per un altro avrebbero passato il resto della loro breve vita in quel luogo di terrore e morte, suscita sensazioni che purtroppo né i video, né altri tipi di fonti possono dare.
Per il resto la visita del campo è stata certamente interessante e costruttiva, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione e l’esposizione della vita e delle foto di alcune delle vittime, ma c’è stato un aspetto del campo che in un certo senso me lo ha fatto apprezzare meno, ovvero il fatto che le strutture fossero per la maggior parte ricostruite o rinnovate nel corso degli anni e questo da in un certo senso un’aria meno realistica. Soprattutto le baracche in cui i deportati erano costretti a vivere avevano a mio parere, un aspetto abbastanza “neutro” o meglio, davano sì l’idea delle condizioni in cui queste persone erano costrette a vivere ma purtroppo credo che non parlino abbastanza dell’orrore vissuto in quei luoghi. Per precisare, forse la differenza tra le crude immagini che siamo abituati a vedere e le condizioni attuali del campo di Dachau era decisamente troppo netta.
Un altro aspetto che comunque mi ha colpito in modo particolare è stato quello più cupo e triste in assoluto: i forni crematori. Come ogni cosa legata e presente nel campo, anche e soprattutto i forni sono certamente simbolo di morte ma, guardarli da persona consapevole dell’orrore accaduto, può dare un senso di liberazione totale dalle sofferenze che il mondo ha dato a quelle migliaia di vittime. Nonostante ci siano stati diversi aspetti del campo che non ho apprezzato, l’esperienza fatta al campo sarà certamente molto difficile non ricordare.

 

 

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