Primo diario di Dachau

Olocausto_Il primo diario di Dachau

Diario di Marco Casalini

 Nel nostro viaggio a Monaco abbiamo fatto visita al campo di concentramento di Dachau.

La formazione e la preparazione alla visita è stata molto importante per immedesimarsi in ciò che è accaduto e per poter visitare il campo con una maggior conoscenza e responsabilità. Abbiamo inizialmente fatto visita al museo, costruito successivamente allo scopo di illustrare fatti, personaggi che sono stati protagonisti in quel periodo. È stato molto d’impatto vedere i vestiti e gli utensili dei deportati, utensili che sembrerebbero banali, ma che per loro avevano un significato profondo. Tutto era marchiato con il simbolo di appartenenza ad un determinato gruppo, la stella o il triangolo: ciò per cui un deportato veniva riconosciuto era esclusivamente questo simbolo, simbolo di completa perdita di dignità e onore.

L’audio – guida che ci ha accompagnato nel percorso del museo ci ha permesso di capire meglio e con chiarezza la crudeltà con la quale venivano trattati i deportati. Successivamente alla visita al museo, abbiamo visto le baracche nelle quali i deportati, quasi sempre in sovra numero, erano costretti a dormire. Per ciò che avevo in mente e per i numerosi filmati visti, credevo che vedere queste baracche mi impressionasse maggiormente. Certamente non è stato facile vedere quei luoghi, ma il fatto che siano stati ricostruiti, ha attenuato il loro valore e il loro impatto originario. Il tragitto che c’è tra le baracche e i forni crematori è stato molto toccante, anche per i fili spinati che hanno accompagnato il nostro cammino.

Forse la cosa che più mi ha appassionato, forse perché più fedele alla realtà, è stata la visita ai forni crematori e alla camera a gas. Trovarsi lì e pensare che in luoghi simili, persone venivano uccise credendo di fare una doccia è molto impressionante.

Nonostante che in questa camera a gas non sia stato ucciso nessuno, anche se i morti ci sono stati lo stesso, e che questo sia stato un campo di lavoro e di smistamento, la vista mi ha portato a riflettere sull’essere umano.

L’uomo, per il semplice fatto di considerare qualcuno diverso e quindi “inferiore”, allora come oggi, anche se in altro modo, è portato a compiere atti incredibilmente mostruosi che degradano quello che dovrebbe essere “l’essere umano”. 

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One Response to Primo diario di Dachau

  1. Caro Marco
    ho letto con molta attenzione il tuo commovente e documentato diario sul pellegrinaggio effettuato ad aprile a Dachau e mi è sorta spontanea une domanda : possibile che questa immane tragedia, da noi costatata concretamente visitando i luoghi dove più spietata questa è avvenuta sia gia dimenticata?
    Gli avvenimenti infatti che si succedano in questi giorni; le guerre fratricide che si combattono in Yrak e Libia e non solo e soprattutto la strage infinita fra ebrei e palestinesi, quegli stessi ebrei forse discendenti dagli stessi sopravvissuti all’olucausto, ci devono far riflettere dando concretezza e valore ai nostri pellegrinaggi della memoria. Ricordare per non dimenticare e soprattutto impegnarsi al nostro ritorno a far tesoro di questa eccezionale esperienza trasmettendo a conoscenti ed amici le nostre impressioni per aiutare quanti si battono per un mondo di pace e di amicizia fra tutti popoli del mondo,Ringraziandoti nonno Mauro.

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