PROGETTO GIOVANISI’: AL VIA I TIROCINI RETRIBUITI

Giovanisì cresce ancora. Dopo aver reso obbligatoria la retribuzione dei tirocini non curricolari presso enti pubblici o privati, il presidente della Regione Enrico Rossi firma oggi tre accordi, che coinvolgono 37 fra ordini e associazioni professionali  e che consentiranno di estendere questa possibilità anche ai praticantati finalizzati all’esercizio della professione e ad alcuni tirocini curricolari. La legge regionale 3, approvata lo scorso gennaio, introduce una retribuzione obbligatoria di almeno 500 euro mensili per i tirocini non curricolari ma non riguarda i praticantati finalizzati all’accesso alle professioni. Con gli accordi di oggi la Regione punta a rendere possibile una forma di incentivo anche per queste tipologie di tirocinio.

Negli accordi, che rappresentano la conclusione del percorso avviato con l’intesa del febbraio scorso, si promuove la retribuzione dei praticanti finalizzata all’accesso alle professioni e di alcuni tirocini curricolari. La Regione, in particolare, si impegna a rimborsare 300 euro mensili agli studi professionali o agli enti che attivano tirocini per almeno 500 euro mensili.

Tirocini obbligatori. Un primo accordo, fra Regione e rappresentanti regionali degli ordini professionali, riguarda i tirocini obbligatori, quelli, cioè, che devono necessariamente essere sostenuti per esercitare la professione una volta conseguito il titolo di studio.

In questo caso la Regione si impegna a dare un contributo mensile di 300 euro, a parziale copertura dell’indennità corrisposta ai praticanti dai soggetti, pubblici o privati, che li ospitano per il tirocinio. Il contributo verrà erogato dal settimo mese di tirocinio per un massimo di 12 mesi e a condizione che al tirocinante sia corrisposta un’indennità di almeno 500 euro mensili lordi.

Il contributo della Regione sarà di 300 euro mensili, per i giovani in età compresa tra i 18 e i 32 anni e di 500 euro per i soggetti disabili e svantaggiati.

Tirocini non obbligatori. Un secondo accordo, sempre con gli ordini professionali, regola i tirocini non obbligatori finalizzati comunque all’esercizio della professione. Le modalità e l’entità del contributo regionale sono le stesse dell’accordo sui tirocini obbligatori.

Tirocini con le professioni non ordinistiche. Le rappresentanze regionali delle professioni non ordinistiche, firmatarie del presente accordo, si impegnano a promuovere lo sviluppo di tirocini, curricolari e non curricolari. La Regione, nei limiti delle risorse disponibili, eroga al soggetto ospitante un contributo per la copertura totale o parziale dell’importo forfettario, a titolo di rimborso spese corrisposto al tirocinante.

Ma non è tutto. La Regione si impegna ad erogare anche un contributo (a parziale copertura del rimborso spese forfettario) a soggetti che svolgono tirocini curriculari dell’ultimo anno della laurea triennale; del primo o del secondo anno della laurea specialistica; durante il corso di specializzazione post-lauream.

Prossimi passi:  si sta lavorando alla realizzazione di ulteriori accordi anche con le Università toscane per i tirocini curricolari da queste promossi, proseguendo di fatto il percorso attivato con la sottoscrizione del protocollo d’intesa siglato a febbraio.

Per approfondimenti potete andare sul sito www.giovanisi.it

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